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Dove integrazione e solidarietà sono quotidiane pratiche di scambio. In mostra la storia dei migranti ospitati in Seminario

FERMO - Immagini, storie, persone. Un filo sottile che lega identità e realtà. Un filo che rischia ogni giorno di spezzarsi davanti a errori e gesti che fanno discutere. Un filo che però resiste e che vuole mostrarsi e farsi conoscere. Così, ad un anno dal loro arrivo, i migranti provenienti da Africa e Pakistan, ospitati nel centro di accoglienza per richiedenti del Seminario arcivescovile di Fermo (Sant'Alessandro 3), si raccontano. E lo fanno attraverso gli scatti del fotografo fermano Andrea Polzoni.

Una mostra inaugurata ieri e visitabile, ad ingresso libero, fino al 16 maggio, tutti i giorni dalle 10 alle 19.30. Un percorso di ricerca iniziato lo scorso novembre, che ha coivolto i migranti, gli operatori e i volontari, dando vita ad un lavoro che documenta la quotidianità nel centro d’accoglienza e le attività di volontariato che molti di questi ragazzi svolgono da mesi in città: dalla cura del verde all’assistenza di giovani disabili, dalla manutenzione meccanica allo sport.

Altre immagini evocano le storie personali dei giovani migranti, alcuni dei quali hanno scelto di raccontarsi attraverso brevi testi che arricchiscono il senso delle foto. Un'altra sezione della mostra documenta le drammatiche realtà in cui si trovano, a Roma, i profughi di guerra afgani ed eritrei e le condizioni di sfruttamento vissute dai lavoratori agricoli africani che raccolgono i pomodori in Puglia e le arance in Calabria

Info per visite scolastiche: tel. 338.4864619 (Rita)

Francesca Pasquali

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